Mario Gottardi nasce a Venezia nel 1913. Si laurea al Politecnico di Milano nel 1939 e da allora, nel capoluogo lombardo, svolge un’intensa e poliedrica attività. Gli ambiti di intervento spaziano dall’urbanistica al restauro, dalle costruzioni pubbliche e private, all’arredamento navale, alberghiero, privato e teatrale sia in Italia sia all’estero. La carriera universitaria, svolta presso l’Università di Pavia, lo vede impegnato già dal 1949 quale assistente ordinario presso l’Istituto di Disegno. Libero docente dal 1955, è professore incaricato di Disegno presso la Facoltà di Scienze e nel 1965 diviene Direttore dell’Istituto stesso. Nel 1973 è professore incaricato stabilizzato presso la Facoltà di Ingegneria. La sua professione si avvia a Venezia, città natale, con lavori di restauro tra cui Palazzo Nero e Palazzo Contarini delle Figure sul Canal Grande.

Fin dall’inizio la sua cifra stilistica è contraddistinta da una costante ricerca e sperimentazione nei riguardi dei materiali e delle tipologie strutturali. Nel 1951 ristruttura gli interni e crea gli arredamenti dell’Hotel Bauer Grunwald. Nel 1958 collabora alla progettazione urbanistica di Piazzale Roma. La chiesa di S. Pietro Martire a Cinisello Balsamo risale al 1965, tra il 1966 e il 1969 sviluppa il progetto per il nuovo Conchiglia Grand Hotel Torre di Madesimo e nel 1968 si dedica alla realizzazione del teatro e centro culturale San Babila di Milano. Nel 1970 lavora alla pianificazione dei complessi turistici di Marmaria, Kiris North e Aksu East in Turchia. Sono degli anni Novanta le ristrutturazioni della sede centrale dell’Alleanza Assicurazioni in Viale Luigi Sturzo (Milano), degli uffici del gruppo Zurigo in piazza Carlo Erba (Milano) e la costruzione del complesso parrocchiale di Sesto San Giovanni.

La partecipazione ai concorsi, già iniziata nel 1953, lo vede impegnato con successo ad alcuni progetti. Vince, in tempi diversi, concorsi per le navi Cristoforo Colombo (1953), Leonardo da Vinci (1958), Michelangelo (1962), di cui realizza gli arredamenti. Partecipa inoltre al concorso per il “Repertorio Progetti Tipo” della Regione Lombardia, per il Centre Pompidou a Parigi, per “Tre Chiese per il 2000” e per Piazza Duomo a Milano. La sua attività di architetto designer prosegue fino alla sua morte avvenuta il 18 agosto 2004 a Lanzo d’Intelvi (CO). Nel 2013, per celebrare il centenario della nascita, gli è stato dedicato il premio “Concorso d’Idee” indetto dal collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, per la progettazione di una passerella ciclopedonale sul Naviglio della Martesana. In occasione della premiazione è stata allestita una mostra dei suoi bozzetti e disegni preparatori presso il Salone d’Onore della Triennale di Milano. Mario Gottardi è architetto a pieno titolo. Ha espresso nella sua lunga carriera un’attenzione costante nei confronti delle nuove tendenze europee e americane, senza mai abbandonare la propria poetica. Lo si avverte nelle ville, dove il rigore costruttivo non è mai disgiunto da una sensibilità volumetrica e spaziale così come negli edifici residenziali, in cui l’esigenza abitativa non condiziona il sapiente uso dell’equilibrio e dello spazio (Serra Marinotti a Vittorio Veneto 1950 dove la forma, originata dalla necessità di massimo sfruttamento dell’irraggiamento solare, rappresenta un esempio della particolare rilevanza degli stilemi razionalisti nella chiave interpretativa utilizzata per l’opera). Le radici veneziane, la luce lagunare riecheggiano nell’opera di Gottardi. Il sapiente uso dei pieni e dei vuoti, la fluidità della linea creano quella musicalità cantata dal cemento armato, dal legno e dall’acciaio. Se la grammatica progettuale dell’edificio deve tener conto di determinate regole, la grammatica progettuale dell’oggetto d’arredamento gode di quella libertà creativa che svela la dimensione più intima dell’artista. “Leggerezza”, “rapidità”, “esattezza”, “visibilità”, “molteplicità” e “coerenza” (Italo Calvino “Lezioni Americane”) sono aggettivi adatti a descrivere il design di Mario Gottardi, un design capace di dare vita a percezioni ed emozioni che vedono il bello in armonia con lo spazio.